Recenti Ricerche delle Neuroscienze e della Psicologia Cognitiva

  "NON SARA' UNA DEMENZA?"

riconoscere e identificare i disturbi cognitivi e comportamentali negli ultra50enni

Per una migliore utilizzazione di Mens Sana

In questa sezione vengono presentati articoli scientifici che possiamo raggruppare in due categorie: articoli concernenti esperimenti “storici” (Pavlov, Libet, Milgram, Zimbardo ecc.) o comunque ricerche più volte confermate e tali da costituire solidi punti di riferimento nelle neuroscienze e/o nella psicologia scientifica, e ricerche di grande interesse in aree ancora aperte ed in evoluzione: abbiamo raggruppato i primi sotto il titolo “Le Grandi Ricerche”, ed i secondi sotto il Titolo “Recenti Ricerche delle Neuroscienze e della Psicologia Cognitiva”. In entrambi i gruppi, ma in particolare nel secondo, il futuro potrà riservarci importanti e forse anche rivoluzionarie novità: le nostre riflessioni e proposte e gli stessi articoli di Autori prestigiosi che riportiamo, hanno solo il fine di informare su quanto oggi si conosce e di destare curiosità e desiderio di tenersi aggiornati… “πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός- panta rhei os potamòs tutto scorre come un fiume

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Sophia is a social humanoid robot Risposta: Moltissimo: lo dimostra la famosa robot Sophia che il 11 ottobre 2017 è stata invitata a parlare all'ONU ed alla quale il 25 ottobre l’Arabia Saudita ha concesso la cittadinanza onoraria. Ha un viso esteticamente bello ed armonioso con due micro camere nei profondi occhi azzurri che fissano e mettono in imbarazzo l’interlocutore.

Sofie ValkRisposta: SI Lo avevano già intuito filosofi e grandi uomini della antichità, da Socrate ad Ignazio da Loyola, a Confucio…

Lo dimostra tra l’altro questo studio che lo documenta con immagini di Risonanze Magnetiche Funzionali…

Elise PiazzaRisposta: SI Molto si è scritto e studiato sulla comunicazione non verbale, ma anche il linguaggio della madre quando si rivolge ai figli ha caratteristiche uniche per timbro, intonazione,ritmo e prosodia che trasmettono ai bimbi molto più che semplici parole…

Alexandra TinnermannRisposta: SI Numerosi studi hanno dimostrato che fenomeni di autosuggestione negativa, denominata “Effetto Nocebo” possono generare numerosi effetti collaterali negativi, tra i quali il dolore.

Nir LevyRisposta: SI Lo dimostra uno studio originale e di grande interesse effettuato su 372 studenti, utilizzando la tecnica del Continuous Flash Suppression che rende inconsapevoli per vari secondi nel corso dei quali gli studenti erano in grado tuttavia di comprendere il significato di frasi semplici ed addirittura di effettuare semplici calcoli aritmetici.

Merylin MonaroRisposta: SI E’ una nuova tecnica di indagine ideata e verificata da ingegnosi ricercatori italiani del Dipartimento di Psicologia della Università di Padova. La ingegnosa tecnica di indagine registra ed elabora i movimenti del mouse dell’individuo collegato che deve rispondere a domande opportunamente formulate.I tempi di risposta e soprattutto i movimenti involontari del mouse sono completamente diversi se chi risponde usa una falsa identità o comunque deve nascondere qualcosa.

Uffe SchjoedtRisposta: SI Vari studi lo hanno dimostrato. Gli influssi più importanti della religione avverrebbero a tre livelli: la gestione delle emozioni, la promozione di azioni che condizionano la psiche degli individui, la esaltazione di leader carismatici che sono assunti come modelli da imitare acriticamente.

Ana Lucia SchmidtRisposta: Sembra proprio di no, anzi. Mentre un uso analitico, critico e comparativo di Internet può portare a grandi miglioramenti nelle nostre competenze e conoscenze, la assidua frequentazione dei Social Media induce ad un approccio superficiale ai problemi e favorisce il formarsi di gruppi conformisti che condividono culture chiuse ed auto-referenziali. Lo dimostra tra l’altro una gigantesca ricerca italo-americana effettuata su 376 milioni di utenti di Facebook per 6 anni.

Rinkesh BansalRisposta: SI Da varie ricerche, tra i quali va segnalato un recente interessante studio che dimostra una macroscopica modificazione della corteccia cerebrale in pazienti depressi, ma soprattutto dimostra che dopo solo 10 settimane di trattamento con antidepressivo la corteccia cerebrale dei pazienti torna ad assumere le caratteristiche macroscopiche delle persone non depresse.

Johannes C EichstaedtRisposta: SI Non solo è possibile ma le tecniche usate si sono dimostrate molto affidabili alle verifiche: si basano prevalentemente su analisi linguistiche e semantiche ed utilizzano metodi statistici che valutano la frequenza d’uso di determinate parole e di determinati concetti. Le tecniche sono molto avanzate ma pochi autori ne parlano. Ecco due importanti articoli, ma ciò che preoccupa è quello che non viene reso pubblico.

Phil ReedRisposta: Si. Vi sono varie ricerche che lo dimostrano: da segnalare una ricerca anglo-italiana su 144 persone che documenta come nei soggetti dipendenti da Internet l’astinenza dall’uso determini alterazioni neuro-psicofisiche analoghe a quelle che si riscontrano in soggetti dipendenti da sedativi o da oppioidi: molti ricercatori suggeriscono di inserire la dipendenza da Internet tra le dipendenze censite dal DSM V.

BJ FoggRisposta: Il termine captologia fu coniato dallo psicologo sperimentale BJ Fogg , che nella Università di Stanford dirige una sezione di ricerca dedicata a studiare ed elaborare tecniche di persuasione via web: dal 2003, anno in cui i suoi lavori furono noti al grande pubblico, centinaia di ricercatori elaborano segretamente software e prodotti interattivi il cui solo fine è quello di modificare le opinioni ed il comportamento delle persone indirizzandoli agli obiettivi prefissati dal committente. Preoccupante vero?

Ivana BuricRisposta: Sì. Sembra proprio così. Lo dimostrano vari studi commentati in una recente revisione pubblicata da Frontiers in Immunology: le tecniche di rilassamento inducono una down-regulation nei geni coinvolti nelle reazioni infiammatorie, specie da stress.

Luca Passamonti Roberta RiccelliRisposta: Sembra proprio sia così. Lo dimostrano varie ricerche, tra le quali segnaliamo una recente condotta sulle immagini cerebrali di ben 500 soggetti tra i 22 ed i 36 anni. Le caratteristiche della corteccia frontale sarebbero correlate con la introversione-estroversione e con la stabilità emotiva. Molto tuttavia rimane da comprendere specie sulla influenza che l’ambiente ecologico e psico-affettivo può avere sullo sviluppo cerebrale.

a cura di Riccardo De Gobbi

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