Le Grandi Ricerche

  "NON SARA' UNA DEMENZA?"

riconoscere e identificare i disturbi cognitivi e comportamentali negli ultra50enni

Per una migliore utilizzazione di Mens Sana

In questa sezione vengono presentati articoli scientifici che possiamo raggruppare in due categorie: articoli concernenti esperimenti “storici” (Pavlov, Libet, Milgram, Zimbardo ecc.) o comunque ricerche più volte confermate e tali da costituire solidi punti di riferimento nelle neuroscienze e/o nella psicologia scientifica, e ricerche di grande interesse in aree ancora aperte ed in evoluzione: abbiamo raggruppato i primi sotto il titolo “Le Grandi Ricerche”, ed i secondi sotto il Titolo “Recenti Ricerche delle Neuroscienze e della Psicologia Cognitiva”. In entrambi i gruppi, ma in particolare nel secondo, il futuro potrà riservarci importanti e forse anche rivoluzionarie novità: le nostre riflessioni e proposte e gli stessi articoli di Autori prestigiosi che riportiamo, hanno solo il fine di informare su quanto oggi si conosce e di destare curiosità e desiderio di tenersi aggiornati… “πάντα ῥεῖ ὡς ποταμός- panta rhei os potamòs tutto scorre come un fiume

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John BowlbyRisposta: E’ uno studio effettuato dal grande psichiatra inglese John Bowlby nel 1945-46 su 88 bambini, 44 normali e 44 giovani ladri. Bowlby dimostrò che più del 50% dei giovani ladri erano stati separati dalla madre per almeno 6 mesi nel corso dei primi 5 anni di vita (nel gruppo di bimbi sani solo 2 avevano subito questo stress); inoltre 14 dei 44 giovani ladri presentavano note psicopatiche contro nessuno dei controlli: Bowlby ne dedusse che la separazione dalla madre nel corso dei primi anni di vita compromette un equilibrato sviluppo psico-emotivo causando spesso danni permanenti.

Giacomo RizzolattiRisposta: I neuroni specchio sono una rete di neuroni interagenti, distribuiti in varie zone cerebrali , che ha la straordinaria proprietà di permettere al soggetto di riprodurre schemi motori, comportamentali e stati emozionali osservati in altri soggetti.
I neuroni specchio hanno una enorme rilevanza in tutti i processi di apprendimento: psicomotorio, cognitivo, comportamentale ed emozionale. Sono certamente una delle più grandi scoperte degli ultimi decenni, frutto delle ricerche di un gruppo di italiani guidati da Giacomo Rizzolatti.

Colin CherryRisposta: E’ un fenomeno scoperto fin dai primi anni ‘ 50 dagli psicologi sociali: esso distingue la attenzione selettiva dalla attenzione automatica. Conversando in una stanza affollata ( es. party) un soggetto può riuscire a percepire una conversazione che si svolge dall’altra parte della stanza, se ne è particolarmente interessato: vengono attenuati i rumori di fondo ed anche la voce dei vicini, permettendo l’ascolto di una voce più lontana.

David DunningRisposta: E’ il cosiddetto fenomeno della meta-ignoranza: tanto più si è ignoranti tanto meno si è consapevoli della propria ignoranza . Conseguenza di questo fenomeno è il bias della “ overconfidence” ovvero della sovrastima di noi stessi il che può condurre a gravi errori …

Nicolas GueguenRisposta:  E’ una tecnica di persuasione “ occulta” molto  usata nel marketing: studiata in maniera approfondita da Gueguen and Pascual fu successivamente  confermata da altri studi. Consiste nel suscitare nell’interlocutore la sensazione ( o forse meglio illusione..) della libertà di scelta: “Ti propongo una scelta ma sei libero di rifiutarla, anche se ti accorgerai  per te è la miglior scelta possibile” .

Bibb Latane - John M. Darley Risposta: SI Secondo uno storico esperimento di fine anni ’60, quello della Smoke Filled Room, la presenza di due soggetti, reclutati dagli sperimentatori, che non davano alcun peso al fatto che nella stanza ove tutti sedevano entrasse fumo, induceva un atteggiamento di tranquilla accettazione del fenomeno in 9 su 10 dei presenti, mentre nel gruppo di controllo il 75% dei soggetti si allarmava dopo soli due minuti.

Henri Tajfel e John TurnerRisposta: SI. E’ un Bias tanto poco conosciuto quanto problematico per la vita sociale anche nei gruppi della stessa etnia (a maggior ragione in caso di diversa etnia e religione..). Si tratta del famoso “Minimal Group Paradigm” dimostrato dallo psicologo sociale Tajfel nel 1971 e confermato da successivi studi, ovvero della tendenza dei membri di un gruppo a creare distinzioni con altri gruppi, giustificandosi con motivazioni spesso banali, ed a favorire per principio i membri del proprio gruppo anche senza che ve ne siano i presupposti.

bluma zeigarnikRisposta: SI. E’un fenomeno di memoria selettiva ed amnesia selettiva che ci aiuta a ricordare ciò che per noi in quel momento è più importante. Lo ha dimostrato la psicologa russa Bluma Zeigarnik in un esperimento ormai classico:quando si deve eseguire un compito si crea una motivazione per portarlo a termine. Sotto l'effetto di questa motivazione un compito interrotto rimane nella memoria meglio e più profondamente di un'attività completata. Per approfondimenti si consulti questa pubblicazione originale della Zeigarnik.

Muzafer SherifRisposta: Trovare un importante obiettivo comune che possa essere raggiunto solo con la collaborazione tra i gruppi. Lavorare insieme per un comune obiettivo aiuta a superare i pregiudizi, ad identificarsi con gli altri, a riconoscerne gli aspetti positivi. Lo dimostra uno storico esperimento effettuato negli anni ‘50 .

ZimbardoRisposta: E’ un fenomeno che riguarda la psicologia di massa ed in particolare la propensione a compiere atti deplorevoli se altri li hanno già compiuti, e se vi sono ottime probabilità che restino impuniti.

loftus elizabeth Risposta: Si. A volte anche in maniera considerevole. Questa nostra grave limitazione è ben nota in ambito giudiziario (specie negli USA) ove l’uso spregiudicato delle “leading question” (domande guida) può alterare le risposte del testimone.

foot in the door Risposta: Probabilmente è la tecnica del foot-in-the-door (il piede nello stipite della porta), ovvero iniziare con una richiesta innocente e facile ad esaudirsi per chiedere poi molto di più. E’ la tecnica utilizzata da molti venditori a domicilio o per telefono. E’ stata studiata con un esperimento storico negli anni ’60 da Freedman e coll.

Air pollutionRisposta: Si, a volte molto e con varie modalità, ancor più nel feto e nei bambini piccoli, tanto l’inquinamento dell’aria che quello di acqua e cibi.

Ecco alcuni recenti ricerche, tra le molte disponibili …

H. F. M. Crombag e Stephen J. CeciDomanda: Quanto spesso i nostri ricordi sono falsi ricordi?

Risposta: I ricordi raramente sono fedele riproduzione, più spesso rielaborazione (Vedasi anche la risposta alla domanda n. 30).

Purtroppo spesso i ricordi subiscono importanti deformazioni con introduzione di dati e particolari del tutto immaginari: il fenomeno è in larga parte spontaneo ma può anche essere indotto specie negli individui più suggestionabili ( es. bambini) con conseguenze imprevedibili. Sul tema esiste una ricca bibliografia: proponiamo due importanti articoli.

Kathryn HallDomanda: L’”effetto placebo” ovvero l’effetto terapeutico non direttamente legato al farmaco, ma piuttosto a meccanismi neuro-chimici messi in atto inconsapevolmente dal soggetto,  si manifesta in maniera simile in tutte le persone o vi sono importanti differenze tra diversi soggetti?

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